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Parco degli Iblei - Primo riconoscimento dal Ministero per l'Ambiente

Articolo tratto dal "Giornale di Siracusa"

Roma – Saranno definite entro il prossimo 30 aprile le aree interessate all’istituzione del Parco degli Iblei, che si svilupperà in tre province, Siracusa, Catania, Ragusa, quel Sud Est siciliano su cui, negli ultimi anni, si è incentrato l’interesse della politica locale e delle imprese che hanno scommesso per quest’area, uno sviluppo sostenibile legato al suo straordinario territorio. Questa la decisione assunta nella serata di ieri al Ministero dell’Ambiente, nell’incontro alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il ministro Stefania Prestigiacomo, l'assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, Gaetano Armao, i sindaci e dei presidenti di Provincia di Siracusa, Ragusa e Catania, e i colleghi delle altre città e province interessate all’istituzione dei nuovi 4 Parchi nazionali: Pantelleria, Egadi, isole Eolie, e Iblei.

Per gli altri tre Parchi, la data per la definizione delle ipotesi di perimetrazione, contrariamente a quello degli Iblei, è stata invece stabilita per il 31 marzo prossimo. In particolare per il parco di Pantelleria si è registrato il pieno consenso del territorio per l'istituzione del parco e dell'area marina protetta. Per quanto riguarda il parco delle Egadi tutti i soggetti intervenuti, compreso il sindaco di Favignana, hanno manifestato l'intesa e la necessità di dare immediata attuazione alla legge istitutiva del parco. Per le Eolie è stato inoltre sottolineato che l'ente parco sarà anche l'ente gestore del sito Unesco.

Storia diversa per il Parco degli Iblei, per cui è stato ribadito che la definizione della perimetrazione e tutte le procedure relative al costituendo parco avverranno in modo concordato dalle istituzioni locali e nazionali, "e che quindi non hanno valore le ipotesi di perimetrazione, prodotte da una associazione che non ha alcun collegamento con il ministero dell'Ambiente e che sono circolate recentemente sul territorio", ha spiegato il ministero in una nota. Sulla nascita e l’istituzione del Parco, hanno lavorato in questi anni, mettendo insieme gli enti, le realtà produttive e il territorio interessato, l’Ente Fauna Siciliana, e le altre associazioni ambientaliste siracusane, così come quelle ragusane e catanesi, disegnando un progetto di grande valore ambientale, culturale ed economico. La concertazione con gli enti e le realtà territoriali, anche quelle che da sempre hanno espresso parere favorevole, come il comune di Noto e l’Unione dei Comuni “Valle degli Iblei”, che però oggi non erano invitate all’incontro romano, non parte  quindi da zero. Un percorso è già stato tracciato così come le sensibilità.

 "E stato avviato un percorso positivo - ha commentato il ministro Prestigiacomo - che si basa sulla interlocuzione forte tra il ministero dell'ambiente e le istituzioni locali in vista della creazione dei 4 Parchi nazionali siciliani. Ritengo che questo metodo sia essenziale per giungere a scelte condivise e capaci di coniugare le istanze del territorio con le complessive esigenze di tutela del patrimonio ambientale nazionale. Quanto infine al costituendo parco degli Iblei credo che si siano finalmente poste le basi per una ipotesi credibile di parco dopo le molte e spesso confuse proposte che si sono susseguite nell'ultimo periodo – ha aggiunto -. E' interesse di tutti che la Sicilia arricchisca il proprio patrimonio di aree protette con progetti seri scientificamente inattaccabili e in clima di coesione fra tutte le istituzioni. Su questa strada proseguiremo con il massimo impegno".
E le condivisioni alla nascita del parco degli Iblei, non sono mancate da parte dei parlamentari siracusani, come Fabio Granata, ex assessore regionale ai Beni Culturali e al Turismo, che sul parco ha creduto da sempre. "Esprimo pieno sostegno alla immediata istituzione del Parco degli Iblei – ha detto l’esponente politico siracusano - individuandolo quale strumento straordinario per lo sviluppo sostenibile del Sudest siciliano". Una piena e convinta adesione al progetto, ed un invito alle istituzioni affinchè avviino ogni utile procedura per arrivare al più presto alla conclusione dell'iter amministrativo, al fine di dotare il territorio di questo strumento di tutela e salvaguardia.
“Sono certo che tale attività positiva – ha concluso Granata - provocherà il plauso incondizionato del mondo della cultura e dell'impresa dei territori interessati, per una realizzazione memorabile ed innovativa”.

Insomma, si scrive una nuova pagina di sviluppo sostenibile nel territorio del Sud Est, una certezza di salvaguardia e promozione del territorio, una speranza per i tanti giovani che qui, nella loro terra, vorranno spendersi.

 

 
Parco degli Iblei - Incontro col ministro Prestigiacomo

Articolo tratto da "Attitude Ragusa"

Il ministro Stefania Prestigiacomo, che ieri ha ricevuto, tra gli altri, i sindaci di Ragusa, di Catania e di Siracusa oltre ai presidenti delle tre Provincie, chiarisce e finalmente sgombera il campo dagli inutili allarmismi. Il Parco degli Iblei sarà una realtà.

 

Entro fine aprile detrattori e fautori del Parco dovranno presentare una proposta comune da inviare alla Regione e quindi al Ministero dell’Ambiente. Ora devono solo lavorare (con o senza stambecchi).

La cosa divertente e canonica per questo triste Paese (l’Italia) è che oggi tutti sono saliti sul carro dei vincitori, se di vincitori e vinti si può parlare. Oggi, tranne qualche voce fuori dal coro, tutti sono contenti della decisione del ministro. Oggi il parco non è più e solamente un’inutile imposizione, oggi il parco diviene una opportunità.

Ma allora tutti gli allarmismi? Le tante parole spese contro l’idea del Parco?

Nello Dipasquale, sindaco di Ragusa, oggi lo ha spiegato ai microfoni di una rete privata. “Il ministro Prestigiacomo ha stralciato la proposta contenuta nel libro denominato Parco degli Iblei, pubblicato nel 2006″.

Ma la tesi espressa in quel libro era una ipotesi, una proposta, mica una legge nazionale, una imposizione dall’alto. Ma allora tutti questi “NO” si riferivano ad una proposta nata quattro anni fa, un’idea, tra l’altro, che necessita di essere rivista, parola degli stessi autori. Ma allora perché tutta questa veemenza nel dire ”NO” al Parco? Non si potevano fare delle contro proposte? Il dialogo, la dialettica, il confronto, la concertazione non è la comparazione, il raffronto di idee e pensieri differenti? Solo dopo aver confrontato le diverse posizioni e solo dopo aver cercato faticosamente un punto d’approdo comune si può parlare di reale confronto, o no?. Ciò che è mancato in questi giorni è stato proprio questo atteggiamento, ciò che invece è apparso evidente è stato il “NO” pregiudiziale ed aprioristico del mondo istituzionale, fatta eccezione della Provincia Regionale di Ragusa. 

Ma tant’è, grazie alla siracusana salita sullo scranno più alto del Ministero dell’ambiente è scomparsa la paura di non poter andare a raccogliere funghi e asparagi o il fatto che non abbiamo gli stambecchi non importa più a nessuno e si scopre, guardacaso solo oggi, che grazie al parco arriveranno dei finanziamenti che i nostri lungimiranti amministratori sapranno sicuramente far fruttare nel miglior modo possibile, di questo ne siamo certi.

 


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